VINCITORI

3^A Primaria Amandola (Omnicomprensivo Amandola)

3^A Primaria Amandola

(Omnicomprensivo Amandola)

Motivazione del premio

I nomi propri che si succedono nella storia fanno apparire la vita nel suo avvicendarsi di trame che a volte ispessiscono le relazioni. Viene alla luce una parata di storie possibili i cui frammenti emergenti sono solo aggettati in un apparente disordine. Il verso mostra un mondo in uno stato di collage sul quale regna però uno sguardo ingenuo e insieme serio. Per la sensibilità del verso, la giuria ritiene di menzionare questa poesia.

Coraggio e paura: la sfida che cura

Giacomo è alto, si crede un re,

spinge Roberto contro un muro, ahimè.

Roberto è piccolo, timido e magrolino,

ma a pallavolo vince da bambino.

Giacomo ride, si sente importante,

parla forte, è proprio arrogante.

Roberto piange piano piano

si sente solo e tende la mano.

Arriva Martina, coraggiosa e fiera,

porta una sfida leale e sincera!

Una partita, senza scorrettezza

con rispetto, impegno e fermezza.

Roberto allora si sente più forte,

vince la paura e cambia la sorte.

Abbraccia Giacomo con il cuore sincero:

“Alleniamoci insieme, da amico vero!”

Alla fine non c’è più un nemico né muro

solo due bambini in un gioco più giusto e puro.

VINCITORI

3^B Primaria Comunanza (ISC Interprovinciale dei Sibillini)

3^B Primaria Comunanza 

(ISC Interprovinciale dei Sibillini)

Motivazione del premio

Il mondo appare spesso come il contenuto di una serie di sguardi. Il mondo appare come una cosa che si vede, eppure -ci ricorda questa poesia- lo sguardo a volte non coglie quel che vede, non lo scorge come primo piano, ma come un sordo rumore che fa da sfondo a vite superficiali e tutto sommato fungibili.

Per avere mostrato che anche la visione è un atto incline alla cecità, questa poesia si segnala e viene ritenuta meritevole di menzione da parte di questa giuria.

Gli sguardi dei bambini

I miei guardano al mondo

i tuoi son vigili intorno.

Occhi di lacrime asciutte

occhi di gioie ricevute.

Il mio sguardo smarrito

di un bimbo ferito.

Il tuo attento

di un bimbo contento.

Gli occhi nostri uguali

ma i miei han visto mali.

Mondo cieco di là dall’orizzonte

sulla battigia muoiono le mie impronte.

VINCITORI

3^A Secondaria I grado Comunanza (ISC Interprovinciale dei Sibillini)

3^A Secondaria I grado Comunanza 

(ISC Interprovinciale dei Sibillini)

Motivazione del premio

Conforme ad una tradizione antica, questa poesia utilizza come motivo un darsi e cedersi reciprocamente la parola in una fuga di voci che sono chiamate a differenziare il tema attraverso una catena di variazioni.

Il tono fresco e mai affettato, la fantasia e il ritmo producono una festosa movenza in cui si avverte un legame fraterno, una condivisione che alimenta le parole senza rapprenderle nel manierismo.

Per la freschezza e per la strutturazione felice, la giuria ha ritenuto di attribuire alla poesia il terzo premio della manifestazione.

In me

In me c’è qualcosa di luminoso,

sono come il sole che ti scalda

in un rigido inverno.

In me c’è caos, vento,

come se stessi in un tornado,

una bufera infinita

che scombussola ogni pensiero.

In me c’è qualcosa di rotto,

sono come un pavimento

che nonostante sia sempre fermo

e non dica mai niente

si fa mettere i piedi addosso.

In me c’è qualcosa di triste,

sono come i fiori

quando non ricevono il sole o l’acqua

e appassiscono.

In me c’è qualcosa di lieto

sono come un portiere

quando para un rigore.

In me c’è qualcosa di allegro

come un uccello

che vola in cielo aperto,

come un aeroplano con le ali.

In me c’è qualcosa di grande

sono come una macchia

su un foglio bianco,

come una ciliegia

su un campo di fragole,

perché mi sento escluso.

In me c’è qualcosa di calmo,

sono come un impasto che sta lievitando

quando sono lungo sul divano.

In me c’è qualcosa di libero,

sono come un pesce rosso

che nuota nel mare.

In me c’è qualcosa che non va,

sono come il telefono che si spegne

dopo averlo caricato.

In me c’è qualcosa di insolito,

sono come una persona

che non sa cucinare

ma che sorprende tutti con un piatto.

In me c’è qualcosa di rumoroso,

sono come il singhiozzo

che cerchi di trattenere,

ma quando hai l’ansia si fa sentire.

In me c’è qualcosa di felice

sono come un fiore

pronto a sbocciare in ogni situazione

e a profumare delicatamente.

In me c’è qualcosa di dolce,

come una torta

ma con troppo cioccolato.

In me c’è qualcosa di colorato,

come un sole appena sorto

dopo una notte profonda.

In me c’è il ritmo di un passo,

sono una nota di flamenco

che si libra nell’aria

al battito dei tacchi per terra.

Sono un flauto sfiatato,

una lampadina consumata,

sono come una penna,

a volte funziono,

altre volte non ho voglia di far nulla,

eppure non mi perdo di morale,

quando vedo un’onda

non affogo ma continuo a nuotare

fino a vedere terraferma,

come il sole tornerò

a splendere sempre.

VINCITORI

5^ A Primaria S. Vittoria in Matenano

5^ A Primaria S. Vittoria in Matenano

(Omnicomprensivo Amandola)

Motivazione del premio

L’alternanza tra le cose e il loro numero, tra la solitudine del singolo e quella dell’insieme è il germe che dà vita a una silenziosa contesa tra le cose. Il verso spezzato commenta ritmicamente il frangersi delle immagini accostate e contrapposte in un dettato paratattico che risulta essenziale e lindo. Per il contrasto significativo tra lessico e prosodia, questi versi sono parsi meritevoli del secondo premio di questo concorso.

L’uomo non sa

Forse non sai

cosa si cela

dietro all’ultima foglia

che silenziosamente

se ne va.

Sole e pioggia

e vita

e un bosco

che a nulla si oppone

accoglie e accetta

questa eterna alternanza.

Non un singolo albero

ma un bosco intero

Immerso in quella

nebbia sottile

cospira

a favore di una vita

nuova.

VINCITORI

Angelo Zullo

ANGELO ZULLO

Angelo Zullo è nato nel 1965 a Sanza, in Campania e attualmente vive a Cesenatico. Il suo alter ego poetico è Nuvolante. Si descrive come “orgoglioso ragazzo padre, marito provetto, inquadratore di bilanci fuori squadro, spettatore entusiasta di concerti, scrittore autodidatta e apprendista mal (sop)portatore di handicap.” Ha pubblicato in self-publishing due sillogi poetiche: Bocche di lupo – Istantanee dal di dentro, 2020 e Balaustre – Gli affacci del cuore, 2024.

Motivazione del premio

Una variopinta pensosità raccoglie immagini e frammenti di un dialogo e li ricompone in un ritmo che ora si spezza e ora si affretta. La vita appare in questi spezzoni come una sarabanda di gesti fragili seppure profondamente vibranti di esistenza. Per la sua struttura e per la ricerca di equilibri tra senso e suono, la poesia viene ritenuta meritevole dalla giuria del concorso.

TT 104

Ti ho letto l’altro giorno

qualche coppia di volte

e ancora oggi di nuovo

Inghiotto aria a vuoto

Sbatto rapido gli occhi

come tergicristalli

sotto piogge torrenziali

Respiro fino in fondo

in cerca di finezze

che non possiedo

Sento cose che vorrei dire

Mi chiedo come dirle

e se davvero sia propizio farlo

Siamo soli e lo sappiamo

ma ci tocca di rifulgere

contrari al temporale

e ai rovesci di fortuna

per dare giusta luce

a chi ci ha amato

Raduniamo quel che resta

seppure siano voci più ridotte

per te novella Monsieur Tan

graduata con onore su ogni fronte

o un braccio e un piede

per lo zoppo Nuvolante

Hai ragione è andata male

e il destino ci contrasta

eppure non importa

Splendiamo senza posa

ancor si lotta

e l’avverso destino

che si fotta

VINCITORI

Tiziana Monari

TIZIANA MONARI

Tiziana Monari scrive poesie e racconti dal 2007, con numerose pubblicazioni nate da premi ottenuti in concorsi letterari di interesse regionale e nazionale.

Si segnalano diversi riconoscimenti al Premio Letterario Nazionale Patrizia Brunetti di Senigallia, da cui la pubblicazione La luna di Dachau (2010) e 42 lune (Sena Nova 2012), oltre alla raccolta Hanno ucciso le parole (Sena Nova 2015).

Nel 2014 pubblica La casa dei folli, risultato del Premio Letterario Nazionale Gens Vibia. Successivamente escono La casa delle ortensie azzurre (Premio Città di Forlì, l’Ortica editore 2021) e Oltre il giardino di rose (Premio Hombres Itinerante, Atile edizioni 2023).

Di recente, dopo il primo premio al concorso Arte in Versi, pubblica Il silenzio liquido del mattino (Ivvi editore).

Motivazione del premio

L’isola di Lampedusa, luogo simbolo del contrasto tra lo splendore della natura e la disumanità del mondo, viene rievocata nella poesia con raffinatezza attraverso espressioni, immagini e suoni che rimandano alle isole del mito; ma la bellezza si lacera e attualizza nello strazio del naufragio, fino a risolversi nelle straordinarie similitudini dei corpi che si fanno alghe e del supplizio assimilato a una nenia di conchiglie in lontananza. Così la poesia trasforma la denuncia in un canto, e viceversa.

Lampedusa

È un abbaglio di sole Lampedusa

discinta, spettinata

il profilo che si dispiega dall’altura

l’alba che si frantuma sopra l’acqua

in veli di porpora e d’arancio

 

e sulla spiaggia ciottoli rotondi, anfratti di falesia

l’arcobaleno che si adagia sopra il verde

contiamo aironi oltre la roccia scura

l’azzurra carezza dell’onda che si inclina

la schiuma del mare che avanza imbizzarrita

 

e per contrasto

voci che alzano di una tacca il rumore del silenzio

che rivolgono all’aguzzino la preghiera

fantasmi di vento, di salsedine

occhi di sale e ricami d’amore sulla pelle

e corpi che si fanno alghe, diventano meduse.

 

Il mare ha inghiottito sogni e cuori

gli angeli spingono lievi stelle senza luce

in questa notte scura che si allunga

ci sono voci di rugiada, musica di pioggia

un fiore nitido di campo

il cielo che accoglie i pettirossi

 

l’assenza ha una forma quieta, bianca

è una barca naufragata nel dolore

un ago che segna la scissione

come i canti delle magnolie che si alzano nell’aria

cercando respiri e ombre indugianti accanto al sole.

 

Il supplizio è una nenia di conchiglie in lontananza.

VINCITORI

Luisa Di Francesco

LUISA DI FRANCESCO

Nata a Taranto, insegnante di Italiano, collabora con diverse Associazioni culturali ed è componente di giuria in molti concorsi letterari. Numerosi i riconoscimenti letterari in concorsi nazionali ed internazionali.  

Ha pubblicato cinque sillogi: Grammi di vero, VJ Edizioni, Milano- 2020; Il vaso di Pandora, Pegasus Edition 2021, opera Vincitrice del Premio Internazionale Montefiore (RN); Il mio primo è il cuore, G.C.L. Editore 2022; nel 2023: Quando anche i cieli tremano, Ivvi editore, opera Prima classificata al Premio L’Arte in versi 2022; Nel maggio del mattino, Il Convivio Editore, maggio 2025, opera finalista al Premio Il Convivio 2024.

Motivazione del premio

Attraverso una sapiente e quasi giocosa trama linguistica, con un ritmo allo stesso tempo stringente e liberante, viene decostruita l’idea della diversità del disabile per lasciare spazio a una comunanza umana che tuttavia non disconosca la sofferenza. In questo modo i versi provano a ridefinire il disegno imposto dal destino.

Dis…

Un prefisso disdicevole per alcuni

disarticola tutti i miei anni

discutibile che possa apparire

diseguale a quel che di me si dice.

Un prefisso discusso con sospetto.

(Sarà più lo stesso?

Dopo quel che è accaduto

sopravviver solo e senza aiuto…)

Discuterne sarebbe difficile

dispersi gli sguardi s’aggirano

sui dismorfismi e fingono

da vili, che non esistano.

Allora penso: «Oh, che bel dispetto

dispiegare nel mio discorso

il filo di quel fato che m’ha disegnato.

Potrebbe disperar anche il loro corso!»

Il prefisso diseguaglia districando

discrepanze che non ci sono, ben guardando.

Son parole da tre lettere precedute

non anima, cuore e mente possedute.

Ma il DIS eppur esiste

per chi c’è nato, perché è capitato

per disgrazia o per malanno

diventa la sua veste.

E tutta la vita lotta per cancellare

quel diverso, quando invece è eguale.

VINCITORI

1^B Secondaria I grado Comunanza (IC Interprovinciale dei Sibillini)

1^B Secondaria I grado Comunanza

(IC Interprovinciale dei Sibillini)

Motivazione del premio
Il contrasto provocato dall’irrompere della guerra nel mondo tranquillo e giusto del “ragazzo piccolo” è espresso in maniera struggente ed esplicita nella sua resa quasi impressionistica del caos generato dalle bombe, cui succede un profondo e allucinato silenzio. Per la grande forza delle immagini che colpiscono come un pugno il lettore e per i contrasti fondati sulla giacitura delle parole, la giuria ha ritenuto la poesia meritevole del primo premio

Un ragazzo piccolo

Dentro un ragazzo piccolo,

un grande cuore scarlatto.

Giuste le sue azioni:

pregare

vendere fiori e donarsi alla gente.

All’improvviso un botto, uno scoppio.

Solo,

tra fuoco e missili

e tutto intorno tempesta.

Vuoto.

Rumore, tremano le mani,

silenzi, è il cuore che trema.

Dov’è non lo sa

Se c’è non lo sa

Non è sua questa guerra.

VINCITORI

Elena Serio

ELENA SERIO

Elena Serio (Battipaglia SA, 1990) è laureata in Musicologia e Management dell’Impresa Culturale. Collabora con magazine online e riviste cartacee, occupandosi di arte, musica, realizzazione di interviste e reportage di moda. È autrice di racconti brevi, narrativa per l’infanzia e poesie. Alcuni componimenti sono stati tradotti in lingua inglese, francese e spagnola ed inclusi in antologie edite da Aletti (2014), David&Matthaus (2015), Battello Stampatore (2018), Lietocolle (2018) ed Ibiskos (2019). Ha pubblicato le raccolte Galateo per anarchici (Edizioni Nulladie, 2020) e Sortilegi (Edizioni Lagru, 2026).

Motivazione del premio
La poesia si costruisce con profonda leggerezza sul contrasto tra l’estate, stagione della pienezza della vita naturale, e la morte di una persona amata, avvenuta proprio in quella stagione, come la partenza per una vacanza che non avrà fine. La scelta sapiente delle parole e delle immagini finisce tuttavia per avvicinare i due momenti dell’anno e della vita in una simile, estenuata e dolce consunzione. La musicalità della poesia, che poggia sull’anafora “partire d’estate”, si dispiega in un ritmo delicato e malinconico in cui si esprime senza strazio un affetto, come si intuisce sin dal titolo, tenero e già intriso di nostalgia.

Confetto

Partire d’estate. Eterno agosto

che abbaglia fra i sipari dei gelati

rimestati tra le labbra stanche

nel quadrato di un’ombra provvisoria.

Estate fedele allunga le braccia

cariche di fichi e della prima uva

sui corpi magri sfiancati dal caldo.

Calda notte dice ai grilli

di coprire il tuo respiro che

si fa sottile.

Ora il tuo petto tace.

Solo la luce

dell’alba, morbidamente

ti incontra e

disfatto il buio, racconta

il tuo nuovo candore tagliando

in due la finestra e le lenzuola.

Partire d’estate, quale

lunga vacanza dopo tanti affanni.

Mani alla luce. Per sempre

seguire il sole.

Partire d’estate, agosto

spoglia la morte del suo manto austero.

Nell’afa non sento il gelo

salirti alle guance.

Rose lattoniche. Fiabe dorate.

Tu, piccolo e bianco confetto

sei stata la dolcezza della vita.

VINCITORI

2^ A Primaria Amandola (Omnicomprensivo Amandola)

2^ A Primaria Amandola

(Omnicomprensivo Amandola)

Motivazione del premio
Poesia molto divertente e divertita costruita su una solida struttura versale che fa da cornice a un susseguirsi di allitterazioni e giochi di parole, in un ritmo coinvolgente che trasporta il lettore.

Sfumature d’inverno

Alla finestra un chiarore strano,

luce lucente, ma il sole è lontano!

Fumo fumante che avvolge i tetti leggero,

bianco e soffice, sembra un mistero.

Da dove vieni, quando sei arrivato?

Sono curioso, voglio osservare

Il mio paese: spettacolare!

Sfiora il mio viso, un po’ dispettoso,

fumo freddo, pungente, nebbioso.

Nel silenzio ovattato, che avvolge ogni cosa,

sento il richiamo di voce festosa.

Ora il fumo diventa più scuro,

un po’ di paura salirà di sicuro.

Il grigio è proprio un brutto colore…

Non vedo l’ora che torni il chiarore

Oh, quando tornerai, dolce sole?

Porta con te colore e calore.