VINCITORI

3^A Secondaria I grado Comunanza (ISC Interprovinciale dei Sibillini)

3^A Secondaria I grado Comunanza 

(ISC Interprovinciale dei Sibillini)

Motivazione del premio

Conforme ad una tradizione antica, questa poesia utilizza come motivo un darsi e cedersi reciprocamente la parola in una fuga di voci che sono chiamate a differenziare il tema attraverso una catena di variazioni.

Il tono fresco e mai affettato, la fantasia e il ritmo producono una festosa movenza in cui si avverte un legame fraterno, una condivisione che alimenta le parole senza rapprenderle nel manierismo.

Per la freschezza e per la strutturazione felice, la giuria ha ritenuto di attribuire alla poesia il terzo premio della manifestazione.

In me

In me c’è qualcosa di luminoso,

sono come il sole che ti scalda

in un rigido inverno.

In me c’è caos, vento,

come se stessi in un tornado,

una bufera infinita

che scombussola ogni pensiero.

In me c’è qualcosa di rotto,

sono come un pavimento

che nonostante sia sempre fermo

e non dica mai niente

si fa mettere i piedi addosso.

In me c’è qualcosa di triste,

sono come i fiori

quando non ricevono il sole o l’acqua

e appassiscono.

In me c’è qualcosa di lieto

sono come un portiere

quando para un rigore.

In me c’è qualcosa di allegro

come un uccello

che vola in cielo aperto,

come un aeroplano con le ali.

In me c’è qualcosa di grande

sono come una macchia

su un foglio bianco,

come una ciliegia

su un campo di fragole,

perché mi sento escluso.

In me c’è qualcosa di calmo,

sono come un impasto che sta lievitando

quando sono lungo sul divano.

In me c’è qualcosa di libero,

sono come un pesce rosso

che nuota nel mare.

In me c’è qualcosa che non va,

sono come il telefono che si spegne

dopo averlo caricato.

In me c’è qualcosa di insolito,

sono come una persona

che non sa cucinare

ma che sorprende tutti con un piatto.

In me c’è qualcosa di rumoroso,

sono come il singhiozzo

che cerchi di trattenere,

ma quando hai l’ansia si fa sentire.

In me c’è qualcosa di felice

sono come un fiore

pronto a sbocciare in ogni situazione

e a profumare delicatamente.

In me c’è qualcosa di dolce,

come una torta

ma con troppo cioccolato.

In me c’è qualcosa di colorato,

come un sole appena sorto

dopo una notte profonda.

In me c’è il ritmo di un passo,

sono una nota di flamenco

che si libra nell’aria

al battito dei tacchi per terra.

Sono un flauto sfiatato,

una lampadina consumata,

sono come una penna,

a volte funziono,

altre volte non ho voglia di far nulla,

eppure non mi perdo di morale,

quando vedo un’onda

non affogo ma continuo a nuotare

fino a vedere terraferma,

come il sole tornerò

a splendere sempre.